FECONDAZIONE ETEROLOGA SALTA L’ANONIMATO E CALANO I DONATORI FECONDAZIONE ETEROLOGA SALTA L’ANONIMATO E CALANO I DONATORI “Who Am I?” www.anonymous.org Il diritto del donatore di ovociti e spermatozoi a restare anonimo era previsto in tutta Europa fino all’inizio del 2000. Ora avere queste informazioni per legge è possibile in Svezia, Finlandia, Norvegia, Germania, Danimarca, Gran Bretagna, Olanda, Germania e Svizzera e, al di fuori dell’Europa, Australia. Non lo è in Francia, Belgio, Spagna, Canada e negli Stati Uniti. Da quando, nel 2005, la Gran Bretagna ha rimosso il diritto all’anonimato garantito dalla legge del 1990, il numero dei donatori per fecondazione eterologa è sceso drasticamente. Oggi le liste di attesa, per mancanza di sperma, sono anche di tre anni. Una carenza, ha annunciato la British Fertility Society, che potrebbe spingere le cliniche a importare sperma dall’estero ad accettare seme di qualità più bassa. Ma l’utilizzo nei trattamenti di fecondazione in vitro di gameti maschili che non rispecchiano gli standard finora richiesti, «potrebbe significare – ha avvertito il presidente della Bfs Allan Pacey – che le donne dovranno sottoporsi a tecniche più costose e invasive». Secondo la Human Fertilisation and Embryology Authority, l’ente che regola la fecondazione artificiale, almeno una donazione (retribuita) di sperma su quattro viene dall’estero mentre nel 2005, quando i donatori godevano ancora dell’anonimato, il seme straniero (soprattutto da Danimarca e Stati Uniti) era il 10%. La carenza di donatori ha così portato a scelte dei pazienti più limitate e liste d’attesa molto più lunghe. Anche l’Australia è costretta a importare sperma dagli Stati Uniti. La più grande clinica della fertilità, il Queensland Fertility Group, paga più di 700 dollari una fiala di sperma importata dagli Stati Uniti. Intanto nel 2013 un giudice della sezione famiglia dell’Alta Corte di Londra ha riconosciuto ai donatori di sperma il diritto di frequentare i propri figli ed ha stabilito il diritto, per i donatori di sperma a donne che non siano le proprie compagne ( nella pratica della fecondazione in vitro, cosiddetta “ eterologa “ ), di potere avere conoscenza e frequentazione del proprio figlio così nato. I rapporti tra tutti codesti soggetti, e soprattutto i diritti sul bambino da parte dei su citati donatori, andrebbero però regolati con precisione, secondo il magistrato di Londra. Il che potrebbe giuridicamente risolversi con un contratto di natura privatistica. Risulta così evidente come, nelle prossime sentenze in materia, dovrà anche tenersi conto degli accordi anche scritti  tra i genitori giuridici del bambino ed il suo padre o la sua madre biologica.  Le linee guida dettate dal giudice consigliano una valutazione volta per volta. Di caso in caso, cioè, dovrà tenersi conto: innanzitutto, dell’effettivo benessere del bambino; e, contemporaneamente, sia della salute psicologica dei genitori, sia delle buone intenzioni del donatore dello sperma o della donatrice dell’ovulo, desiderosi di conoscere e di frequentare il proprio figlio. Ora, però, c'è una rivolta dei figli della provetta maggiorenni. Vogliono sapere chi è il loro genitore biologico, in particolare cercano il padre. Olivia Pratten ha presentato ricorso alla Suprema Corte Canadese al fine di conoscere l’identità del padre biologico e diversi siti riportano le testimonianze dei figli concepiti in provetta e della loro aspirazione a conoscere il genitore biologico. Il sito americano che raccoglie le storie dei figli concepiti da donatori: http://anonymousus.org/stories/index.php?cid=2 Il sito belga che raccoglie le storie dei figli concepiti da donatori: http://www.donorkinderen.com/
www.virginialalli.com